lunedý 19 dicembre 2016

Dieta mediterranea, miglior nemico della psoriasi

psoriasiLe festività natalizie sono una minaccia per la linea, ma possono rivelarsi “pericolose” anche per chi soffre di psoriasi: in questo periodo di abbuffate senza troppe remore su dolci e grassi, salvarsi letteralmente la pelle può diventare difficile perché molti cibi della tradizione sono bombe caloriche che aumentano il rischio di sovrappeso e soprattutto infiammano i tessuti, spianando la strada alla comparsa di nuove lesioni sulla cute.

Per questo, in occasione della seconda riunione della Scuola della Psoriasi, organizzata dalla Dermatologia dell’Università Federico II che si è svolta recentemente a Napoli, gli esperti hanno fatto il punto sui cibi che a oggi sono amici o nemici dei pazienti, ed hanno predisposto un menù delle feste “salva-pelle”: per la cena della vigilia, per esempio, sì al pesce accompagnato da verdure invernali per contorno come carote e zucca gialla, per il pranzo di Natale via libera a carni magre come pollo e tacchino farciti di verdure come cavolo, bietole o spinaci e accompagnati da cereali integrali. Per dessert, ottima la frutta secca e qualche dolce della tradizione meno ricco di zuccheri, preferendo per esempio una piccola fetta di pandoro o panettone classici, senza farciture, a torrone e marron glacé; attenzione ai dolci elaborati.

La dieta mediterranea è la migliore per i pazienti con psoriasi – sottolinea il prof. Nicola Balato professore di Dermatologia, Università di Napoli Federico II, responsabile dell'ambulatorio della psoriasi –. Tanto pesce azzurro, frutta, verdura e legumi sono i cardini di un’alimentazione sana, mentre la carne rossa e i salumi non andrebbero portati in tavola più di una volta l mese, quella bianca una volta alla settimana. Questa alimentazione è quella adeguata a mantenere bassi i livelli generali di infiammazione: è proprio questa, infatti, che è troppo elevata nella cute dei soggetti con psoriasi che, non a caso, hanno un rischio più elevato di andare incontro anche ad altre patologie legate a doppio filo all’eccesso di infiammazione nei tessuti, dal diabete alla sindrome metabolica, dall’artrite alle malattie cardiovascolari”.

L’alimentazione per tenere sotto controllo i sintomi, quindi, deve puntare a ridurre lo stato infiammatorio generale e la dieta mediterranea è perfetta a tale scopo. “Dobbiamo perciò proporci di seguirla anche in questo periodo in cui gli stravizi sono più frequenti – precisa il prof. Balato – perché in caso contrario il rischio di andare incontro a un peggioramento delle lesioni è concreto. I cibi sicuramente positivi, da inserire nelle portate di pranzi e cenoni, sono senza dubbio il pesce ricco di omega-3 antinfiammatori e le carni magre come pollo e tacchino, ma anche la verdura: ottimi tutti gli ortaggi che paiono avere spiccate proprietà antinfiammatorie, come carote, zucca gialla, bietole, cavoli. Chi volesse inserire gusti un po’ diversi dal solito, può puntare sui mirtilli, il mango o l’avocado, tutti frutti con uno dimostrato effetto antinfiammatorio; ottima anche tutta la frutta invernale, come arance e mandarini”. Attenzione ai danni alla pelle indotti dall’alcol e dagli zuccheri aggiunti.

“Gli alcolici possono scatenare un peggioramento e anche compromettere l’efficacia di alcuni trattamenti: chi soffre di psoriasi dunque dovrebbe limitare al minimo i brindisi con spumante e champagne, pur non dovendo per forza evitarli del tutto – interviene il prof. Fabio Ayala, direttore della Clinica Dermatologica Università di Napoli Federico II –. Anche gli zuccheri semplici hanno un effetto potentemente infiammatorio, per cui è opportuno ridurne il consumo anche e soprattutto in questo periodo, quando le occasioni per esagerare sono tante. Meglio allora scegliere dessert meno ricchi di zucchero e non esagerare con le porzioni, anche perché l’eccesso di zuccheri e calorie spiana la strada al sovrappeso che, come è noto, compromette non poco le condizioni dei pazienti peggiorando le lesioni. Incerta è invece l’associazione tra celiachia e psoriasi. Pertanto, meglio non ricorrere al fai da te eliminando intere categorie di cibi senza avere la certezza della diagnosi: meglio sottoporsi ai test per capire se si è celiaci e solo dopo prendere le necessarie contromisure dietetiche”.

Source:ilmattino.it